Accademia

dei

Trasformati


MISSIONE

Accademia dei Trasformati è
teatranti che raccontano storie su un palcoscenico (e non solo)
persone che imparano, con leggerezza, a recitare
spettatori che vedono - ma soprattutto vivono - spettacoli.

MANIFESTO

MANIFESTO

C’era una volta.
1743, Alfonso III d’Avulso, governatore di Milano, propone ad alcuni gentiluomini della città la nascita dell’Accademia dei Trasformati. Il fine: mettere a confronto figure di spicco del mondo della cultura, promuovere lo studio della lingua e della poesia, diffondere cultura in un pubblico sempre più ampio. L’Accademia, che trova sede nel palazzo milanese di Filippo Imbonati, vive così venticinque anni di dinamismo intellettuale ed artistico.
11 luglio 1768, Filippo Imbonati muore. L’Accademia dei Trasformati termina così tutte le sue attività.

Oggi.
2024 Nella parola teatro, (ri)nasce l’Accademia dei Trasformati. Da teatranti convinti, vi proponiamo il teatro come azione culturale densa di significati. Leggerezza e impegno. Intrattenimento e passione. Relazione e solitudine. Crescita dell’individuo e coesione sociale. Tecnica ed improvvisazione.
Chi vive e frequenta l’Accademia dei Trasformati, che sia attore, allievo o pubblico, è chiamato a mettersi in gioco. Perché nell’Accademia dei Trasformati mettiamo al centro il divertimento, l’esplorazione di sé, il sudore, il gesto, la voce, l’incontro tra persone, l’azione. Ovvero. Il proprio modo di recitare sul Palcoscenico del Mondo.

Accademia dei Trasformati è

SEGNO

PAROLA


Questo sito, questo nostro luogo, è fatto di parole.
Parole che sono il nostro segno per voi.
Parole con le quali noi teatranti facciamo i conti ogni giorno. Parola è un insieme di suoni, caratteri tracciati su carta o file, è un significante che porta un significato.
L’etimologia di parola è il lemma latino popolare paràbola che significa appunto parabola, dal greco paraballo, metto a confronto.
La parola quindi è metafora, allegoria, è qualcosa che non solo è, ma richiama, evoca; non è mera descrizione, ma crea. E scegliendo quella parola, piuttosto che un’altra, noi scegliamo e creiamo una realtà.
La parola non descrive soltanto, ma dà forma.
Per noi teatranti la parola è segno che resta, che si fa carne, sudore, movimento attraverso di noi.
Per questo, anche qui, vorremmo lasciare che siano le parole a lasciare il segno.
Più delle immagini, più dei video, più dei suoni.
Affinché risuonino anche in voi e creino anche per voi.